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Pachino. AVIS COMUNALE, convocata l’Assemblea Annuale Ordinaria degli Associati 2010


di ADA TRIBERIO
Visto l’articolo n° 8 c. 6 dello Statuto Associativo, preso atto della delibera del Consiglio Direttivo del 18-12-2009, il Presidente dell’Avis Comunale di Pachino:
CONVOCA
l’Assemblea annuale ordinaria degli Associati per il giorno 31 GENNAIO 2010 alle ore 8.30 in prima convocazione ed alle ore 9.30 in seconda convocazione, presso il Circolo dei Soci della Banca di Credito Cooperativo di Pachino in Via Libertà n° 14 con il seguente o.d.g.:
Nomina dell’Ufficio di Presidenza;
Insediamento Commissione Verifica Poteri;
Relazione Morale del Presidente;
Relazione del bilancio consuntivo;
Relazione del bilancio preventivo;
Relazione sanitaria del Direttore Sanitario;
Relazione del Collegio dei Revisori dei conti;
Relazione della Commissione Verifica Poteri;
Discussione;
Approvazione delle relazioni del Presidente, Direttore Sanitario, Revisore dei conti, Commissione Verifica Poteri, del Bilancio consuntivo e ratifica del Bilancio preventivo;
Nomina dei Delegati all’Assemblea Provinciale e proposta dei delegati all’Assemblea Regionale e Nazionale;
Varie ed eventuali.
Copia della Relazione morale del Presidente, del Bilancio Consuntivo e Preventivo Finanziario sarà distribuita in sede assembleare e sarà affissa dal 20/01/2010 all’Albo associativo, presso la sede sociale, a disposizione dei Soci.
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COMMERCIO. VENTURI: “NUOVE DISPOSIZIONI PER ATTIVITA’ SU AREE PUBBLICHE”

PALERMO – Sul territorio della Regione siciliana l’autorizzazione all’esercizio della vendita ambulante su aree pubbliche non sarà più subordinata alla presentazione del Documento unico di regolarità contributiva (Durc). Lo stabilisce la circolare firmata dall’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi.
La disposizione, inoltre, annulla la precedente circolare (n°6 del 28 dicembre 2009) che appunto prevedeva l’obbligo, da parte degli ambulanti, di allegare ai Comuni il Durc alle istanze autorizzative.
Successivamente, infatti, la finanziaria nazionale ha delegato alle Regioni la decisione di subordinare il rilascio dell’autorizzazione alla presentazione del Durc.
“Non avendo ancora l’Assemblea regionale siciliana legiferato in materia – spiega l’assessore – e in attuazione della Finanziaria abbiamo provveduto ad informare tutti i comuni del cambiamento delle norme che regolamentano il rilascio delle autorizzazioni per la vendita ambulante su aree pubbliche”.
La circolare si potrà consultare visitando il sito dell’assessorato:
www.regione.sicilia.it/cooperazione/commercio.
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Casa Vacanza Ideale

Pubblicato da SICILIA On 11:44 0 commenti

Casa Vacanza Ideale

Pubblicato da SICILIA On 09:30 0 commenti
Casa Vacanza Ideale è ubicata a Ragusa in pieno centro a due passi da Ragusa Ibla.

È il comune più ricco dell’isola e fra i più agiati del meridione. È chiamata la “Città dei ponti” per la presenza di tre strutture, molto pittoresche, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come “l’isola nell’isola” o “l’altra sicilia”, grazie alla storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell’isola.

Nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell’intera città, mietendo più di cinquemila vittime.
La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo la divise in due grandi quartieri; da una parte Ragusa superiore, situata sull’altopiano; dall’altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell’antica città e ricostruita secondo l’antico
impianto medioevale. I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, hanno dato vita ad uno dei più grandi siti UNESCO del mondo.

La Casa Vacanza Ideale è costituita da due Appartamenti l’Ippari e L’irminio.

L’Ippari è un monolocale con cucina attrezzata, aria condizionata, riscaldamento autonomo, bagno e disimpegno. Può ospitare max 3 Persone.

Ragusa Casa VacanzeL’Irminio è un bilocale con cucina attrezzata, aria condizionata, riscaldamento autonomo, bagno, stanza matrimoniale, stanzetta. Può ospitare max 5 persone.

Le tariffe

Tariffe
Prezzo:€ 25
dal 01/01 al 31/05


Tariffe
Prezzo:€ 30
dal 01/06 al 30/09

Tariffe
Prezzo:€ 25
dal 30/09 al 31/12

i prezzi si intendono a persona


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La Zisa Palermo

Pubblicato da SICILIA On 18:17 0 commenti
«La Zisa era il palazzo dei piaceri, costruita da un re cristiano ma araba nella sua concezione: è stato un riconoscimento dei trionfatori agli sconfitti»

Un gioiello di architettura araba e di monumentalità normanna. La perfetta sintesi della mescolanza tra dominatori e dominati, la Zisa come simbolo di una Sicilia felicissima. Scrive Giuseppe Bellafiore, professore ordinario di storia dell' arte e autore di un testo sulla Zisa dato alle stampe una decina di anni fa dall'editore palermitano Flaccovio: «A volere meglio specificare le caratteristiche funzionali del palazzo, c'è da dire innanzitutto che esso era una dimora destinata prevalentemente al soggiorno estivo. Non si trattava tuttavia di un precario soggiorno diurno … Era questo rivolto ed aperto a nord-ovest verso il mare, cioè verso la zona panoramica più attraente e più fresca della pianura palermitana». Aggiunge ancora Bellafiore: «Da quella parte, giungevano le brezze più temperate e specialmente quelle notturne, che potevano essere accolte entro lo stesso palazzo attraverso l'ampio varco dei tre fornici di facciata e della grande finestra belvedere del piano alto».

Spazi, finestre, atri, un mirabile sistema di ventilazione per assorbire ed espellere l'aria calda. Per affrontare le giornate di scirocco. Per trovare riparo alle lunghe estati palermitane. E concedersi sollievi più intimi. «Era proprio lì dentro che i nuovi conquistatori si dedicavano alle gioie dell'anima e soprattutto a quelle del corpo», racconta Matteo Scognamiglio, direttore del servizio beni architettonici della Sovrintendenza, che spiega come da alcuni mesi stanno completando il recupero della sala della fontana.

Era al primo piano l'harem della Zisa, nelle sale che si inseguono nelle due ali del palazzo. Aspettavano là le donne dei sovrani, distese sui loro soffici diwan e nella penombra delle nicchie. Un'atmosfera fiabesca, da Mille e una notte. Alla Zisa ma anche alla Cuba e in tutti gli altri «sollazzi» dei giardini delizia musulmani, quelli che si richiamavano al paradiso coranico. Era il Genoardo voluto dai normanni.

E non fu certamente un caso che proprio lì, alla Cuba, tra le acque e gli alberi che circondavano un altro parallelepipedo — di dimensioni appena più piccole della Zisa — Boccaccio ambientò una delle novelle del suo Decameron. La sesta della quinta giornata. È la vicenda d'amore tra Gian di Procida e Restituta, una ragazzina bellissima di Ischia rapita da «giovani ciciliani» per offrirla in dono a Federico II d'Aragona.

Il re comandò «che ella fosse messa in certe case bellissime di un suo giardino, il quale chiamavan Cuba, e quivi servita, e così fu fatto». Lieto il finale della storia. I due amanti si ritrovarono dopo il rapimento ma una notte vennero scoperti mentre dormivano abbracciati, il re li fece trascinare nudi sul rogo. In loro favore intercedette però Ruggieri de Loria, che ricordò al sovrano cosa fecero i Procidani nella guerra del Vespro. E fu così che «Gian di Procida campa e divien marito di lei». Quando Giovanni Boccaccio scrisse il Decameron, era già cominciato il declino del parco reale e anche di quella Palermo che per il geografo arabo Al-Idrisi era allora «la più grande e la più bella metropoli del mondo». Un decadimento che subì anno dopo anno pure la Zisa. Nel Trecento fu realizzata una merlatura che soffocò una scritta in arabo alla sommità dell'edificio, poi il «sollazzo» fu trasformato in una fortificazione. Narra Nicolo Speciale, cronista del quindicesimo secolo, di quel che accadeva anche nel passato più lontano nella Conca d'Oro: «Tutto ciò che c'era di verde veniva distrutto e nessuno aveva pietà».

Gli aragonesi e i vicerè spagnoli assegnarono la Zisa di volta in volta a nobili famiglie. Nel Cinquecento diventò un baglio, nel Seicento l'acquistò per poche once Don Giovanni di Sandoval, nel 1808 la Zisa passò ai Notarbartolo principi di Sciara. La tennero loro fino al 1951, quando fu espropriata dalla Regione. Cominciarono allora i primi lavori di restauro. Ma alla vecchia maniera siciliana. Interventi saltuari e approssimativi. Tra il 1956 e il 1957 furono perfino buttati giù alcuni muri, i solai e anche i pavimenti che avevano abilmente sistemato quelle maestranze arabe venute da Sousse e da Kairouan per desiderio dei nuovi signori. Nell'ottobre del 1971 il più bel palazzo del Paradiso della Terra cedette per l'incuria: il primo piano precipitò. E cominciarono anche i saccheggi della Zisa la Splendida, luogo per le scorrerie di vandali e rifugio di tossici. Il vero restauro statico e architettonico ebbe inizio l'anno dopo il crollo, nel 1972. Ma dentro e intorno a quel poco che restava del mitico Genoardo ormai era arrivato il palermitano più predatore e impunito. Aprirono una fossa per una discarica abusiva. E poi comparve un'officina. E poi ancora uno sfasciacarrozze. Ci trasferirono lì, proprio lì nel Paradiso della Terra, anche un deposito dell'Amnu, l'azienda municipalizzata dei rifiuti. E davanti e dietro al palazzo dei piaceri intanto il nuovo potere aveva lasciato già le sue impronte, i cantieri e il calcestruzzo degli ultimi re di Palermo, i boss.


Clicca qui: http://www.siciliasud.it/luoghi-c-234-tabella-luoghi.html

Foce del Fiume Platani

Pubblicato da SICILIA On 11:09 0 commenti

La foce del fiume Platani è un luogo di incantevole bellezza naturalistica su cui domina la falesia di Capo Bianco. Quest’area rappresenta il primo approdo per molti uccelli migratori provenienti dall’Africa e, grazie alla diversificazione degli ambienti, offre rifugio ad una flora rigogliosa e variegata, quindi ad un’avifauna ricca e composita. La riserva comprende la parte finale del Platani (che poco prima di riversarsi in mare forma un’ampia ansa) e il lungo tratto sabbioso di Borgo Monsignore, che è costeggiato da un cordone di dune basse.

Clicca qui: http://www.siciliasud.it/luoghi-c-196-tabella-luoghi.html